Fino a pochi mesi fa eravamo tutti più o meno abituati a cose del genere:


Fortunatamente pare che qualcosa stia cambiando:

Per il Time, Mario Monti è l’uomo che può salvare l’Europa mentre Silvio Berlusconi, nel numero in edicola nel Novembre 2011 (quindi solo pochi mesi prima), era l’uomo dietro alla più pericolosa economia del mondo. Anche l’Economist elogia il professore con un articolo dal sottotitolo altrettanto roboante:

Avremmo fatto volentieri a meno della vicenda del posto fisso (magari vicino a mamma e papà) messa in piedi dal duo Monti-Cancellieri, ma decisamente meglio questo che scandali, processi, storie di escort e figuracce in ambito internazionale. Non penso sia un caso che l’abbronzato più potente della Terra in quasi tre anni abbia tenuto gentilmente a distanza Berlusconi e invece accolto l’attuale presidente a braccia aperte dopo pochi mesi di governo. Apprezzamenti annessi, che si sommano a quelli di altri leader, OCSE ed FMI, tutti volti a riconoscerne l’autorevolezza e la rapidità dei primi risanamenti in termini di riforme. Un esordio notevole insomma.
Forse in questo momento è più facile ricevere consensi all’estero, dove sicuramente non si paga più di 1,8 € per un litro di benzina, ma comunque se è vero che in generale noi italiani non ce la stiamo passando granché bene, è anche vero che questa situazione è figlia di malcostumi, clientelismi e cattive amministrazioni perseverati nel tempo e passati di consegne in consegne.
Monti è stato chiamato per curare d’urgenza un paziente piuttosto malconcio ed è risaputo che il paziente impaziente non vede mai di buon occhio la rigidità e l’austerità imposta dal curatore… Infatti ulteriori tasse e posizioni un po’ inique verso alcune categorie hanno sùbito smorzato gli entusiasmi dell’opinione pubblica e scontentato un bel po’ di persone. Il punto, ahilui, è proprio questo: quanto più riuscirà a scontentare tutti in egual misura, tanto più avrà svolto bene il suo compito.
Per quello che vale, io sono abbastanza fiducioso. Il fatto che Monti sia un “tecnico” e abbia proposto una squadra di ministri “tecnici” mi fa ben sperare e mi ricorda vagamente l’utopia politica che Platone descrive nella sua Repubblica, in cui ognuno dovrebbe fare ciò che meglio sa fare.
Il problema tuttavia è un altro: risanare, stabilizzare l’Italia e goderne i benefici non è certo un’operazione immediata, occorre continuità per un po’ di anni a venire. E’ necessario, giusto per citare un esempio, che per la Guardia di Finanza il “modello Cortina” diventi la normalità da Aosta a Palermo.
Monti, al termine del suo mandato, lascerà sicuramente un’Italia migliore di quella che ha preso in cura. E giacché ciò avverrà inevitabilmente nel 2013 e giacché non si vede all’orizzonte un rinnovamento della classe politica che ci ha avvicinati al baratro, allora proprio in quel preciso momento sono sicuro che mi attanaglierà un atroce dubbio: ora che fine facciamo???




